Roma, gli Ncc vincono la battaglia non devono tornare in sede

La Consulta: irragionevole l’obbligo di rientrare in rimessa. I rappresentanti della categoria: «È una giornata storica per i lavoratori»

 È smart il lavoro e diventa smart anche il trasporto con conducente. La Corte costituzionale abolisce una serie di limitazioni all’attività di noleggio con conducente (Ncc) e afferma che «gli strumenti tecnologici» possono surrogare efficacemente il rientro in garage previsto da un precedente decreto legge. Vuol dire che non è più necessario — anzi costituisce «un irragionevole aggravio organizzativo e gestionale per il vettore Ncc, costretto sempre a compiere “a vuoto” un viaggio di ritorno alla rimessa» — rientrare alla base dopo ogni viaggio, ma ci si può procurare il lavoro attraverso lo smartphone o con prenotazioni online. L’esultanza delle associazioni di categoria è frenata solo dal fatto che, a questo punto, si tratterà di fare una nuova legge e che, dunque, nell’immediato la situazione potrà essere un po’ confusa. Ma è ragionevole pensare che, all’indomani dell’emergenza coronavirus, si torni a dialogare per una nuova normativa, comprensiva dei principi stabiliti dalla Consulta.

 

Per i lavoratori con licenza di autonoleggio si tratta di una sentenza particolarmente importante perché molti di loro hanno la sede (rimessa) in Comuni diversi rispetto a quelli dove esercitano e dunque l’obbligo di rientrare appariva vessatorio. Ora la Corte ha dichiarato parzialmente incostituzionale il decreto legge del 2018 laddove prevedeva il rientro del noleggiatore in garage. Era stata la Regione Calabria a impugnare quel decreto ritenendolo lesivo delle proprie competenze in materia di trasporto pubblico locale. Resta l’obiettivo di assicurare che il servizio di noleggio con conducente sia rivolto a un’utenza specifica e non indifferenziata per non interferire con il servizio di taxi (tra i circa ottomila taxisti romani e i 1.100 Ncc la competizione resta altissima).

 

La sentenza è accolta con grande soddisfazione dai rappresentanti della categoria. Commenta Luigi Pacilli, presidente di Federnoleggio (Confesercenti) : «È una giornata storica per le imprese di noleggio con conducente: la Corte costituzionale ci dà ragione contro un decreto “ammazza-NCC” che sta provocando enormi danni alle imprese del settore in termini di occupazione e fatturato». Lo stesso Pacilli aveva sottolineato come quelle limitazioni collegate alla necessità di rientrare in sede dopo ogni viaggio fossero limitative della concorrenza e finissero per rappresentare una vera e propria zavorra nei confronti dei lavoratori del settore.

Documenti Allegati