NCC Milano: Uber, Heetch e Risciò servono regole precise

Heetch è una app francese che svolge il servizio di «taxi abusivo» a Milano, prevalentemente con clienti giovani o giovanissimi, tutte le sere dalle 20 alle 6 del mattino, sfruttando il business del rientro dalle discoteche.

 

«Abusivo» perché i loro driver non hanno alcuna licenza e sono passibili di confisca del veicolo. Nel tempo la app si è creata parecchi nemici, sfidando via via, oltre alle leggi e ai vigili, la concorrente Uberpop (già bandita da tutta Italia) e l’Atm (con un’aggressiva campagna di marketing sui social network).

 

L’ultimo attacco ha riguardato lo sciopero dell’8 marzo, sempre con una vena ironica, prerogativa dell’immagine del marchio. Recitava l’ultimo post su Facebook: «Milano sarà colpita da un tragico evento, lo sciopero generale dei mezzi. Muoviti con Heetch!».

 

La app non è stata mai bandita poiché, a differenza di Uberpop, ha lavorato nell’ombra evitando il ricorso urgente di tassisti o noleggiatori (Ncc). Unica differenza con la app americana, Heetch ha sede in Italia e paga le tasse qui invece che in Olanda.

  

Da un colloquio con i driver a cui ha potuto assistere ilCorriere si scoprono dettagli interessanti. I reclutatori di Heetch spiegano all’aspirante autista il fatto che non dovrà temere multe perché sarà supportato legalmente; perché le tariffe, con un astuto escamotage, vengono proposte come «consigliate» (ma se poi il cliente paga meno viene segnalato ai gestori con il meccanismo dei feedback); e perché ci sarebbero «rapporti molto forti» con l’assessore alla Mobilità.

 

Fattispecie subito smentita da Marco Granelli: «C’è stato un solo incontro in cui, al contrario, gli è stato detto che sul rispetto delle regole non si transige». A differenza di Uberblack, troppo «formale» spiegano i reclutatori, gli autisti potranno anche vestirsi «alla barbona», dovranno colloquiare con i clienti in uno stile «proattivo e anticonformista» (anche nel caso il cliente preferisca il silenzio) facendo sedere davanti e offrendo le ormai classiche caramelline, oltre a gadget quali accendini.

 

Bisognerà poi dotarsi di monetine e banconote, dato che «l’80% dei clienti paga in contanti», altra informazione che contrasta con la retorica delle app che, per differenziarsi da taxi e Ncc, si affida alla tesi per cui oggi gli utenti «vogliono pagare solo con la carta».

 

Intanto, prosegue la battaglia degli Ncc contro «Risciò», l’app cinese con oltre 420 autisti a Milano che si occupa di trasportare turisti cinesi su furgoncini e auto di lusso, senza alcuna licenza.

 

In strada il clima è pesante, gli Ncc segnalano corse irregolari e targhe di abusivi, tanto che gli autisti sono costretti a lasciare i clienti anche a 300 metri dagli aeroporti. Negli ultimi giorni è stato preso di mira un video pubblicato dal blogger Jerry Hu, che protestando contro le multe ai driver ben spiega il funzionamento della app. I cinesi (turisti e non) avrebbero tutto il diritto di avere autisti senza licenza e che evadono le tasse, «perché costano meno (40 euro da e per Malpensa) ».

 

stralcio da Corriere della Sera