NCC Milano: arrivano anche i taxi cinesi abusivi

Delle due l'una: o chi dovrebbe controllare sta sottovalutando il problema dei tassisti abusivi cinesi dotati di app per svolgere il servizio in nero, oppure il «problema» ha messo la freccia e ha superato da destra (ma anche da sinistra) tutti i controllori, nella convinzione che i «titolari del vapore» si sono arresi.

 

Quale che sia la verità, anche se la propensione per la seconda ipotesi è abbastanza forte, il nodo dell'invasione dei tassisti abusivi cinesi rischia di farsi sempre più stretto attorno al collo dei conducenti regolari. I quali, come è facile scoprire nella settimana della moda, si difendono con tutti i mezzi, dovendo pagare le tasse e rispettare le regole, ma senza mai arrivare al punto d'equilibrio.

 

Bandiera bianca dunque? No, serve l'esatto contrario. Occorre realizzare un piano che metta i conducenti dei taxi, quelli regolari, e le amministrazioni investite della gestione della stessa parte. Non in conflitto fra loro. Per essere chiari l'invasione dei taxi di lusso abusivi non può essere rubricata a semplice questione di ordine pubblico.

 

Perché i conducenti clandestini con gli occhi a mandorla, pur essendo gli ultimi arrivati stanno cercando di rastrellare tutto ciò che possono, si spostano di città in città, a seconda degli eventi di maggiore richiamo, rubando il lavoro ai colleglli che hanno regolare autorizzazione.

 

Un fenomeno che sta dilagando da Prato verso Firenze e Milano, con incursioni a Roma e in altre città, accaparrandosi non solo i clienti cinesi, ma anche tutti gli altri visti i prezzi altamente concorrenziali applicati, pubblicizzati attraverso siti specializzati e app create apposta.

 

In pratica come Uber mette in collegamento diretto passeggeri e autisti attraverso un'applicazione mobile, ne esistono alcune che funzionano in cinese e su telefonini con scheda sim anch'essa cinese, difficile da controllare. Non pagando tasse si permettono questo ed altro. Sottovalutazione del problema? Sconfitta digitale? Anche. Ma anche scarsi controlli. Ed è questo punto che insistono le cinque sigle sindacali della categoria (Confartigianato Lombardia, Fai Confcommercio, Federnoleggio Confesercenti, Trasportounito Auto-Bus, Associazione Uniti per l'Italia) nella convinzione che un'app non si può arrestare; ma un abusivo si. 

 

stralcio da Libero

COMUNICATO STAMPA

N.C.C. Milano: con la app cinese si aggrava la situazione dei servizi di noleggio abusivi durante la Settimana della Moda. Ma il problema resta tutto l’anno

La denuncia di Confartigianato - F.A.I. Confcommercio - Federnoleggio Confesercenti – Trasportounito Auto-Bus - Uniti per l’Italia: ancora una volta un evento cittadino scatena la concorrenza sleale dei noleggiatori, mettendo in difficoltà gli NCC regolari e a rischio gli utenti dei servizi abusivi

 

Non solo app cinesi, e purtroppo non solo durante la Settimana della Moda e durante gli eventi cittadini, il fenomeno dei noleggiatori abusivi di veicoli con conducente sta crescendo in modo smisurato, e urgono provvedimenti per tutelare non solo la categoria degli NCC dalla concorrenza sleale, ma la stessa sicurezza degli utenti.

È quanto denunciano le cinque sigle Confartigianato- F.A.I. Confcommercio - Federnoleggio Confesercenti – Trasportounito Auto-Bus - Uniti per l’Italia: la vicenda dei noleggiatori abusivi cinesi, che possono essere chiamati con una app in lingua, è solo la punta dell’iceberg.

Il problema è innanzitutto di sicurezza: gli abusivi non rispettano le leggi e non possiedono né i requisiti necessari, né le assicurazioni richieste a tutela dei loro passeggeri.

“Chiediamo da tempo – sottolineano i rappresentanti della categoria – che in occasione dei grandi eventi di Milano e Monza vengano effettuati maggiori controlli sulla regolarità dei veicoli destinati a trasporto pubblico. Abbiamo apprezzato il lavoro fatto dai vigili urbani e dalle altre forze dell’ordine in occasione della Settimana della Moda, ma crediamo sia fondamentale mantenere alta la vigilanza sul fenomeno anche nel resto dell’anno. Per fare questo le associazioni di categoria manifestano la disponibilità a collaborare con le Istituzioni per difendere gli interessi non solo degli operatori della categoria, che si vedono sottrarre slealmente una consistente fetta di mercato, ma anche quelli degli stessi utenti dei servizi di trasporto non di linea, che restano senza tutele quando si rivolgono ad operatori irregolari”.

Milano, 28 febbraio 2018

Confartigianato - F.A.I. Confcommercio - Federnoleggio Confesercenti – Trasportounito Auto-Bus - Uniti per l’Italia