L'appello di Federnoleggio Piemonte: senza turisti e gite scolastiche per noi la ripresa non esiste

«Da oltre un anno siamo fermi, con i bus turistici nei piazzali e le prenotazioni delle auto quasi azzerate». Tiziano Merlin, presidente di Federnoleggio-Confesercenti Piemonte lancia l’allarme sulla condizione del settore, particolarmente colpito dalla pandemia: «Non poteva essere altrimenti per un comparto basato sulla mobilità delle persone, quando è impedita o fortemente limitata: abbiamo perso il turismo, le gite scolastiche non si sono più fatte e anche gli spostamenti per lavoro sono ridotti al lumicino».

 

In Piemonte sono circa 150 le aziende nel settore bus e alcune migliaia operanti nel settore auto. Le loro perdite sono tra il 70 e il 90% del fatturato nel 2020 e il 2021 non è finora ripartito. «Le nostre imprese — continua Merlin — rischiano di non farcela, senza aiuti adeguati: intanto chiediamo l’esenzione dal pagamento del bollo per il 2021. Ma anche per noi il vero sostegno è quello di poter riprendere il lavoro: la campagna vaccinale va accelerata e va fatto di tutto affinché il turismo riparta. Andrebbero poi adottati alcuni provvedimenti per rendere più facile il nostro lavoro.

 

Chiediamo che siano riservati alcuni stalli per la salita e discesa delle persone da auto e bus in prossimità delle stazioni ferroviarie, almeno quelle di maggior traffico: condizione necessaria per la sicurezza dei passeggeri, oggi costretti a scendere dai mezzi in condizioni precarie».

 

 «Il settore dei bus — aggiunge Fabio Finocchiaro vicepresidente di Federnoleggio e responsabile di tale settore — è stato inizialmente escluso dal bonus Piemonte dell’estate scorsa e solo a dicembre siamo stati inseriti tra i beneficiari, a seguito delle nostre continue richieste. Speriamo di non avere altre sorprese per il bonus montagna.
 
Ribadiamo anche la nostra immediata disponibilità a collaborare con i Comuni per consentire loro di avere più mezzi e alleggerire così la pressione sui trasporto pubblico locale: se è vero che uno dei punti deboli delle misure antipandemia ha riguardato l’eccessivo affollamento dei mezzi, non si capisce perché noi non siamo mai stati interpellati, mentre i nostri bus sono chiusi nelle rimesse».
 
Stralcio da torino.corriere.it