Federnoleggio Sardegna: protesta discreta degli Ncc: «Esasperati, ci bistrattano»

«Chiediamo pari dignità di trattamento rispetto ai taxi e un incontro col sindaco Zedda per parlare dei nostri problemi». Quando i tassisti protestano se ne accorgono tutti, quando i loro "cugini" fanno altrettanto si notano meno.
 
Ieri mattina oltre trenta veicoli Ncc (noleggio con conducente) hanno dato vita a una sfilata dall' aeroporto alla stazione marittima tenendo ancora una volta il basso profilo e scegliendo un orario in cui i disagi al traffico sarebbero stati limitati. Il corteo, scortato da polizia, carabinieri e Municipale, è passato davanti alla Regione e al Comune per poi raggiungere il porto. Oltre sessanta i partecipanti.
 
«NON CONSIDERATI» «Siamo esasperati perché la nostra categoria non viene considerata o, peggio, viene bistrattata, e abbiamo deciso di scendere in piazza per coinvolgere la politica locale e nazionale», spiega Francesco Angius, presidente regionale di Federnoleggio della Confesercenti. A scatenare la protesta è la bozza di un decreto interministeriale che, questo il timore, potrebbe far tornare indietro nel tempo un settore ancora fermo a mezzi di comunicazione antichi come il fax. «La nostra legge di riferimento è del 1992.
 
Da allora le tecnologie hanno avuto un' evoluzione gigantesca mente noi restiamo ancorati a sistemi ormai fuori dal tempo», attacca Alberto Piludu, presidente provinciale Federnoleggio, «chiediamo un salto in avanti e la possibilità di avere un' organizzazione del servizio più snella e moderna, un' evoluzione che porterebbe grandi benefici soprattutto ai clienti».
 
LE DIFFERENZE Non tutti conoscono la differenza tra i taxi e il servizio di noleggio con conducente: «Quella sostanziale è che loro svolgono un servizio occasionale mentre noi lavoriamo con le prenotazioni», spiegano all' interno della Stazione marittima gli autisti riuniti al termine del corteo. Diversità che, dicono i diretti interessati, spesso creano problemi: «Non abbiamo diritto al posteggio. Anche se stiamo lavorando per un cliente che ha prenotato, capita scattino controlli e ci ritirino il libretto perché credono che stiamo lavorando in modo abusivo. Poi riusciamo sempre a vincere il ricorso, ma è uno spreco di soldi ed energie».
 
ROMA E MILANO Quando alzano la voce i tassisti l' eco arriva in tutto il territorio nazionale ma, spiegano i noleggiatori, le auto bianche sono in netta minoranza. «In Italia ci sono 80 mila Ncc e solo 20 mila taxi, ma 12 mila di questi sono concentrati su Roma e Milano e quando si muovono in blocco sono in grado di condizionare le elezioni del sindaco o l' andamento di una legge che poi riguarda tutta Italia. Noi compresi», spiegano i leader di Federnoleggio-Confesercenti.
 
I NUMERI In Sardegna gli Ncc sono circa 1500 e una sessantina lavorano a Cagliari, dove invece ci sono 105 taxi. «Le nostre licenze sono ferme dal 1992: abbiamo chiesto un incontro al Comune ma ci hanno detto che la nostra non era una priorità», attacca Piludu, «ora chiediamo formalmente un incontro al sindaco del capoluogo, e soprattutto della Città metropolitana, per valutare insieme alcune regole da modificare e capire come sarà organizzato il servizio nell' ambito della Città metropolitana con le deleghe in materia assegnate dal Governo».
 
«TRASPORTI DISASTROSI» Da poco sono cambiate le regole per le zone a traffico limitato. «Da quest' anno ci è permesso solo il transito ma non la sosta», spiega Piludu, «hanno cambiato le regole senza neanche consultarci: sono norme da rivedere insieme, aspettiamo un incontro col sindaco».
 
Oltre ai problemi nazionali della categoria e alle questioni cagliaritane, gli autisti dell' hinterland, del Sulcis e dell' Ogliastra hanno anche sottolineato l' importanza che gli Ncc ricoprono nei tanti paesi dove non ci sono taxi.
 
«Il servizio integrato di trasporti in Sardegna è disastroso, ci sono zone con collegamenti pessimi e solo affrontando il problema insieme e mettendo in rete tutti i servizi si può compensare», ha concluso il presidente regionale, «serve una collaborazione di tutti per riuscire a offrire un servizio migliore: non è una questione di categorie o gelosie, ma di rispetto».
 
stralcio da Unione Sarda