Federnoleggio: NCC, 'Giornata storica, anche sentenza Consulta ci da’ ragione'

Incostituzionale il rientro in rimessa dopo ogni servizio

“Una giornata storica per le imprese di noleggio con conducente, anche la Corte Costituzionale ci dà ragione contro un decreto ‘ammazza-NCC’ che sta provocando ingenti danni alle imprese del settore in termini di occupazione e fatturato”.

 

Così Luigi Pacilli, Presidente di Federnoleggio Confesercenti, commenta la sentenza n. 56 depositata dalla Corte Costituzionale, che stabilisce che chi svolge l’attività di noleggio con conducente non può essere obbligato a rientrare in rimessa alla fine di ogni servizio e prima di cominciare la successiva prestazione.

 

“Federnoleggio ha sempre sottolineato e contestato - prosegue il presidente - nelle opportune sedi istituzionali, dal Ministero per le Infrastrutture e dei Trasporti alle audizioni parlamentari fino al ricorso alla Corte Costituzionale, le assurde limitazioni introdotte per il comparto che lo stesso Antitrust, lo ricordiamo, ha definito ‘ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità’”.

 

“Oggi è stato raggiunto un risultato importante. Auspichiamo perciò - conclude Pacilli - che Governo e Parlamento intervengano al più presto, avviando una riforma organica del settore che riveda l’impianto della disciplina dell’attività di noleggio con conducente ed elimini subito le norme anticoncorrenziali e incostituzionali a danno della categoria, a difesa e garanzia delle migliaia di imprese oneste che operano da decenni sul mercato garantendo occupazione.”

Stralcio dalla Sentenza:

 

CORTE COSTITUZIONALE

SENTENZA N. 56

ANNO 2020

 

La Corte Costituzionale

[….]

 

1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 10-bis, comma 1, lettera e), del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione), convertito, con modificazioni, nella legge 11 febbraio 2019, n. 12, nella parte in cui ha sostituito il secondo periodo del comma 4 dell’art. 11 della legge 15 gennaio 1992, n. 21 (Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea);

 

2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 10-bis, commi 1, lettera f), nella parte in cui ha aggiunto il comma 4-bis all’art. 11 della legge n. 21 del 1992, e 9, del d.l. n. 135 del 2018;